Morandi ebbe il primo contatto con il paesaggio grizzanese nel lontano 1913, quando a causa delle precarie condizioni di salute di Anna, la più grande delle sue tre sorelle, il medico consigliò alla famiglia un soggiorno in un luogo in cui si potesse respirare “aria buona”.
Venuti a conoscenza di tale necessità, la famiglia Veggetti, vicini di casa dei Morandi a Bologna, invitò il giovane artista e le sorelle a trascorrere l’estate nella loro casa di Grizzana; lì, tra le silenziose e incontaminate colline, la sorella Anna migliorò notevolmente e Giorgio si innamorò di quei paesaggi mozzafiato.
Da quel momento in poi, i Morandi trascorsero le estati a Grizzana come ospiti dei Veggetti e, durante la Seconda Guerra Mondiale, scelsero di restare a casa Veggetti per rifugiarsi dal caos cittadino.
Con il passare del tempo il legame di Giorgio con i paesaggi e le luci di Grizzana si consolidò sempre di più, e alla fine degli anni 50’ i Morandi decisero di acquistare il terreno situato di fronte a casa Veggetti per costruire la loro casa estiva.
Sebbene a quell’epoca godesse già di una notevole fama, testimoniata anche dall’ottenimento della cattedra di “Tecniche dell’incisione” all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Morandi non manifestava alcun interesse a possedere una dimora lussuosa degna di un artista ormai affermato.
“Esprimere ciò che è nella natura, cioè nel mondo visibile, è la cosa che maggiormente mi interessa”.
Morandi
Un chiaro richiamo agli oggetti e ai paesaggi che amava dipingere per comunicare che la bellezza sta nell’apprezzare la purezza e la semplicità: ecco perchè ciò che più caratterizza Casa Morandi è la sua estrema essenzialità. La villa presenta geometrie pulite che riflettono un’organizzazione interna ed esterna ordinata e funzionale; ma ciò che più colpisce è la presenza delle numerose finestre che si distribuiscono strategicamente lungo tutti e quattro i lati dell’edificio. Morandi necessitava di moltissima luce per realizzare le sue opere e questa attenta disposizione delle finestre contribuiva a illuminare gli spazi interni in modo uniforme e a enfatizzare la connessione tra l’interno dell’abitazione e la bellezza della natura circostante.
Da questo punto di vista privilegiato, affacciato sui fienili del Campiaro e sui Monti di Veggio, Morandi aveva contato ben 70 sfumature di verde!
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