“Gli oggetti che Morandi dipinge non sono oggetti, sono posti dove qualche piccola cosa sta avendo origine”.
Berger
Lo studio dell’artista è il luogo più evocativo di tutta la Casa Museo, il rifugio in cui Morandi ha passato gli ultimi anni della sua vita dedicandosi allo studio degli elementi raffigurati attraverso leggere variazioni cromatiche e spaziali.
La disposizione delle tre ampie finestre consentiva al pittore di creare le sue opere sfruttando al massimo le diverse angolazioni e le variazioni di intensità della luce, ma quando non era sufficiente o di buona qualità, Morandi utilizzava anche un altro stratagemma: un cartoncino ritagliato a forma di cornice posizionato sulla finestra.
Questo dettaglio gli permetteva di modulare la luce per concentrarsi sui particolari del paesaggio che intendeva dipingere, ma soprattutto per “non distrarsi”.
Il cartoncino è solo uno dei tanti oggetti utilizzati dall’artista presenti in laboratorio: in un angolo, sotto la finestra, emerge la composizione reale da cui ha dipinto alcune varianti di una delle sue Nature Morte, con ancora i segni di matita che utilizzava per contrassegnare la posizione perfetta degli oggetti.
“Per raggiungere la comprensione è necessario non vedere molte cose, ma guardare attentamente ciò che vedi.”
Morandi
Molto probabilmente questo desiderio di “mostrare ciò che sfugge alla visione” spiega l’interesse di Morandi per una tipologia di oggetti in particolare: i barattoli di Ovomaltina.
Li colloca fuori contesto, spesso appoggiati su un tavolo, e li analizza nella loro essenza per andare oltre la semplice presenza fisica, perché riteneva che:
“L’assoluto non va cercato al di là del mondo ma nel mondo stesso, nella nostra vita, nel nostro quotidiano. L’infinito, insomma, potrebbe trovarsi sopra una mensola, nella nostra cucina.”
Morandi
Negli ultimi anni della sua vita Morandi ha realizzato circa 135 opere tra Nature Morte e Paesaggi proprio in questo studio, utilizzando il suo cavalletto personalizzato come supporto
Ancora oggi, su quel cavalletto poggiano i panni bianchi sporchi di colore e, dato che Morandi non permetteva a nessuno di pulire il suo laboratorio, sulle barre laterali è possibile osservare ancora gli strati di polvere mai eliminati per evitare di interferire con i suoi studi sulla luce.
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